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Teatro San Carlo



Il Teatro San Carlo è uno dei più antichi teatri operanti in Europa, e senza dubbio uno dei più famosi al mondo al pari della Scala di Milano. Fondato nel 1737, prende il nome da Carlo di Borbone che volle la costruzione del teatro. La prima opera in scena fu Achille in Sciro il 4 novembre del 1737, giorno onomastico del Re. Il 12 dicembre del 1816 un incendio lo distrusse completamente. Re Ferdinando I di Borbone sei giorni dopo ne riordinò però l’immediata ricostruzione, dandone il compito all’architetto Niccolini, che con una precisa clausola del contratto gli fu ordinato di rifarlo dell’identico aspetto di come appariva prima dell’incendio. La seconda inaugurazione del Teatro ebbe luogo così il 12 gennaio 1817 con l’opera Il sogno di Partenope, di cui abbiamo testimonianza anche da Stendhal che scrisse parlando del Massimo napoletano <<… Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita…>>.

Il Teatro toccò gli anni del suo massimo splendore grazie alla direzione di uno dei più grandi impresari di Italia e d’Europa, ossia Domenico Barbaja, che portò al teatro personaggi del calibro di Rossellini e Mayr. Nella seconda parte del regno di Ferdinando II il teatro subì un clima di decadenza, e con l’inizio della censura si incrinò anche il rapporto con Giuseppe Verdi, che preferì mettere in scena i suoi maggiori capolavori a Roma.

Il Teatro è collegato direttamente al Palazzo Reale tramite una porta, utilizzata ai tempi del regno solo dal Re, in modo da permettere l'accesso diretto dalla reggia. Sorge direttamente nell'area nord del Palazzo, ed è stato in origine costruito su progetto di Giovanni Antonio Medrano, con numerosi interventi nel corso del tempo operati da Ferdinando Fuga nel 1767 che ne ridisegnò il boccascena, e decorato nella sala ad opera di Domenico Chelli nel 1797. La facciata fu progettata da Antonio Niccolini, su volontà di Gioacchino Murat, in perfetto stile neoclassico. Dopo l'incendio già citato del 1816 fu ricostruito dallo stesso Niccolini, e restaurato nel 1834 nuovamente dallo stesso architetto. Il San Carlo può ospitare tremilatrecento spettatori, e conta su cinque ordini di palchi disposti a forma di cavallo, con un ampio palco reale, un loggione ed un lungo palcoscenico centrale. Al suo interno è presente anche un Museo, il MEMUS, in cui sono esposte opere d'arte che narrano la storia del San Carlo, dalla sua fondazione ai giorni nostri.


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